#12 Doppia Coppia – Iconostasi – C’è posto tra gli indiani

serate

L’architetto, secondo Adolf Loos, è “un muratore che sa di latino”.
Nonostante sia molto probabile che Giorgios Papaevangeliou se la cavi ancora meglio col greco, i suoi disegni e le fotografie di Matteo Benedetti, che li fronteggiano, sono senz’altro espressioni del pensiero che accompagna la loro attività professionale.
In “Antrum”, il progetto presentato in queste sei tavole, Giorgios trova il valore essenziale dell’architettura nelle potenzialità immaginative offerte dal manufatto. Nel voltarci a guardare “Origine”, il progetto fotografico di Matteo, sorvoliamo l’intero arco di vita dell’architettura, passando dalla sua nascita nel progetto alla sua conclusione nella rovina. Dalle rispettive pareti, progetto e rovina si guardano come in uno specchio e si riconoscono l’uno nell’altra.
La mostra offre uno sguardo silenzioso e profondo sull’architettura, sbirciando oltre la “iconostasi” del percepibile. Il disegno sapiente a matita di grafite su cartoncino, così come gli scatti col banco ottico stampati ai sali d’argento in edizione limitata, dichiarano la cura e il valore altissimo attribuito dai due architetti ai prodotti rari e preziosi di questa fase speculativa del loro lavoro, il “latino”, appunto, della costruzione.

GIORGIOS PAPAEVANGELIOU
MATTEO BENEDETTI

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Alle 19:00 presenteremo il libro: “C’è posto tra gli indiani“, terza opera di Alessio Dimartino, edito da Giulio Perrone editore.

Candidato al Premio Strega nel 2014, si tratta di un romanzo pervaso da un costante senso di fine, in cui senza retorica o giri di parole Dimartino riporta sulla pagina buona parte delle ossessioni contemporanee e un amore conflittuale per la propria città mostrando così l’altro lato di Roma e delle storie di ogni lettore che, metaforicamente e non, si ritrova con il libro in mano a seguire le tappe dei due protagonisti fino alla fine; una fine ben diversa da quella che si potrebbe pensare.