Florilegio su Vigna Clara Blog

giugno 29, 2017 - 6 minutes read

“Florilegio – un festival di Sinestetica“. Nel titolo dell’evento, due parole dal significato oscuro che ci hanno incuriositi. E quale occasione migliore di una rassegna dedicata anche all’editoria per arricchire il vocabolario?

Parliamo di una mostra collettiva en plen air, patrocinata da Legambiente Lazio, che si tiene mercoledì 28 e giovedì 29 giugno negli spazi del Parco Capoprati, sull’omonima via.

Non inganni il nome: il parco è in realtà un grazioso giardino che si affaccia sulla sponda destra del Tevere guardando in direzione centro di Roma.
Lo si raggiunge percorrendo la pista ciclabile che parte da Ponte Milvio e costeggia il fiume. Passato Ponte Duca d’Aosta, dopo circa 200 metri ce lo si trova sulla sinistra.

Il dizionario, dicevamo. “Florilegio” significa scelta antologica di passi o opere esemplari. La “Sinestetica” invece, è un fenomeno sensoriale/percettivo che indica una contaminazione dei sensi nella percezione.

Ebbene, alla mostra sono presenti sia l’antologia che la contaminazione. Si tratta infatti di una raccolta di opere visive di varia natura divise per sezioni organizzata dall’associazione culturale itinerante Sinestetica.

La mostra

La prima sezione è dedicata a dipinti e fotografie. Tra i primi troviamo opere dagli stili più disparati. Si va dall’arte contemporanea degli emuli di Lucio Fontana e Alberto Burri all’impressionismo che richiama Monet e Gauguin.

Tutti i dipinti, però, hanno una forte impronta personale come, ad esempio, questi tre.

Cosa che vale anche per la sezione dedicata alla fotografia, con opere che “parlano”.

Un paio ci hanno colpito, soprattutto la prima, in bianco e nero e dal titolo “Elle“, della giovane e promettente artista Giovanna Buccino.

La seconda sezione, invece, è dedicata all’architettura e si intitola “CTRL+Z: apocalisse“. Si tratta di un open call per architetti realizzato in collaborazione con Sapienza in Movimento – Architettura.

Qui a farla da padroni sono collage fotografici che in alcuni casi richiamano la metafisica di De Chirico. Ma l’applicazione che hanno come scopo è più fisica che mai.

E poi ci sono i libri. La parte a loro dedicata è la più nutrita ed è riservata alle case editrici romane, con esposti su un banchetto i volumi di moltissimi giovani scrittori. Si dice che in Italia non si legga, ma pare che si scriva. E tanto.

Arte sì, ma anche food

Ma anche lo stomaco vuole la sua parte. Non mancano infatti buon cibo e buona musica, giacchè la mostra è anche occasione per gustare prodotti enogastronomici.

In particolare salumi e formaggi di ottima qualità (e noi ci siamo sacrificati per voi al fine di confermarvelo) con in sottofondo un tappeto musicale affidato ieri all’esibizione della cantantessa romana Rèn e al DJ-set di Brainstorm.

… e tanta convivialità

Una birra e una sigaretta seduti in riva al fiume, il fresco del tardo pomeriggio, dolci note in sottofondo e ottima compagnia. Che c’è di meglio?

Una delle caratteristiche delle iniziative di Sinestetica è infatti la convivialità. Non ci si conosce ma si sta bene insieme nella condivisione del bello in tutte le sue forme.

Altro tratto distintivo dell’associazione nata con fini artistici e divulgativi è la commistione di varie esperienze, tra cui vedere, ascoltare, gustare.

Conosciamo Sinestica

Ma cos’è di preciso Sinestetica? Lo abbiamo chiesto al direttore artistico Pietro Zampetti.

“Siamo un salotto itinerante nel senso che non abbiamo una vera e propria ‘casa’. Ci incontriamo in spazi domestici o locali pubblici, dove allestiamo mostre di pittura, scultura, fotografia, disegno, architettura, videoproiezioni. Il progetto è iniziato un paio d’anni fa e probabilmente presto avremo uno spazio fisso tutto nostro.”

Ma qual è la filosofia alla base? “La mescolanza delle esperienze. La musica dialoga con le opere esposte e dopo l’esecuzione dal vivo l’ascolto è guidato in una selezione accurata. Si possono ascoltare racconti, poesie, sfogliare libri.”

“Il gioco – prosegue Zampetti – parte sempre da un tema, con cui varie forme espressive sono chiamate a confrontarsi. E poi il bello è che ci si incontra per bere, mangiare e vedere gli amici, conoscere la creatività degli artisti che lavorano nelle diverse sfere sensoriali e, volendo, comprare le loro opere”.

Quale consiglio ti sentiresti di dare ad un giovane artista che volesse affermarsi ? “Sicuramente curare il rapporto con il proprio pubblico, non solo tramite i social come ormai è prassi, ma anche nelle relazioni vis-à-vis, come avviene qui da noi.”

Questa sera si replica

Oggi, giovedì 29 giugno, si terrà la seconda e ultima giornata di Florilegio, sempre con inizio alle 18:30.

Se siete a Roma, e avete voglia di trascorrere un paio d’ore al fresco sulla riva del Tevere fra artisti, libri e un buon bicchiere, questo è un appuntamento da non perdere.

Valerio Di Marco

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