Florilegio su Brainstorming

luglio 18, 2017 - 7 minutes read

Le arti dialogano nel verde

All’interno dell’iniziativa promossa dall’Associazione Sinestetica, con il patrocinio di Legambiente, il 28 e il 29 giugno al Parco Fluviale Capoprati di Roma, poco distante dal Ponte della Musica, Florilegio ha visto più arti dialogare fondendosi ai sapori dell’enogastronomia, con una selezione di prodotti dell’agriturismo Casale di Martignano e di birre firmate Maccardi.

Due serate in cui diverse forme espressive sono convogliate in una cornice naturale e dalla prima frescura estiva: presentazioni di libri e di musica, e una collettiva d’arte. Le prime sono state dedicate sia a case editrici romane in crescita, sia a testi inediti, ma anche orientati verso la saggistica; la seconda, ha visto invece la partecipazione, solo il 28 giugno, di Rèn, cantantessa romana, e del djset Brianstorm; infine, le trenta opere visive hanno unito fotografia, collage digitali, elementi grafici e 3D, come le classiche tecniche pittoriche.

Gli autori, già illustratori, fotografi, architetti, scultori e pittori, si sono messi in gioco. Così, sperimentando, hanno dato voce ad una ricerca artistica e originale rispetto la propria creatività, lontano quindi dal loro linguaggio usuale.

Siamo entrati in contatto con varie espressioni artistiche, le quali attingono sia all’arte antica e contemporanea, sia dalla vita quotidiana. Le fotografie, per esempio, vedono rappresentati interni, esterni, natura, architetture, spazi cittadini (quartieri, ponti, monumenti) e volti di differenti etnie dalle forti intensità. I colori e il bianco-nero raccontano le visioni e le emozioni di Luca Petrassi, Tito Puglielli, Pietro Colonna, Giovanna Baccino, Matteo Benedetti, Jacopo Rimedio, Guido Caltabiano, Costangelo Pacilio e Vincenzo Peci.

Passiamo poi ad opere che traggono ispirazione dal digitale con Antonio Laruffa: “Terme di Venezia” rappresenta una mappa di una città, precisamente quella di Roma; Alessandro Oltremarini, invece, con “Anamnesi” (tecnica mista) spazia tra Escher, Duchamp, De Chirico, giocando con varie immagini tra impronte litografiche e forme architettoniche ben delineate;

Anna Latouche Riciputo rievoca gli anni ’50 con semplicità. Il suo “Roof Volley” riprende infatti la realtà dei giochi in acqua e il nuoto, rievocando classe, eleganza e sobrietà, mediante figure d’epoca, vestite di tutto punto con i tipici costumi da bagno. Anche Enrica Corvino con “Attraversamenti orizzontali” (inchiostro su cartoncino lucido su carta) spinge il nostro sguardo verso il digitale: la sua opera nera e rossa, ricorda i vetrini degli esperimenti di laboratorio, mentre le linee non si incontrano mai, ma disegnano percorsi da intraprendere, passaggi e interstizi da percorrere.

Filippo Parroni e il suo “Muro della coscienza” descrive una situazione quasi teatrale: l’artista punta sui diversi piani e sull’orizzontalità come le balconate dei teatri; al contempo l’eqilibrio tra il bianco e il nero viene “spezzato” dalla presenza di una tenda rossa nell’angolo sinistro del quadro. “Ansietta – way of life” (china su carta) di Federico Rebecchini, al contrario, è in linea con l’attualità che viviamo. Una faccia senza bocca né naso ben attesta il disorientamento attuale: il volto, su uno sfondo di vignette, evoca il vuoto quotidiano, tanto da rimanere senza parole, poiché immersi dalle stesse troppo inconsistenti né valore, figlie di una nevrotica comunicazione. Un richiamo dunque alla riconquista di un silenzio interno, a un sano contatto con noi stessi e con gli altri.

Camilla De Boni, Giorgios Papaevangeliou, Cecilia Matteoli, Irene Russo e Pasquale Loiudice stimolano la nostra fantasia, conducendoci nell’area dal classico coinvolgimento. Con “Roma-Bisanzio a/r” (acrilico e gessetti a olio), la De Boni ci fa davvero viaggiare tra il nero e l’oro della sua opera suggestiva. Essa rimanda sia alla romanità, sia al sogno orientale, facendo combaciare le forme architettoniche dei due mondi creando un dialogo armonioso. Si rimane di fronte al quadro contemplandolo per molto tempo, affinché l’evasione possa risultare reale;

l’opera del secondo artista, “Due vite, due varchi” (china e pastello su cartoncino) crea un’unione verso qualcosa di intangibile ma allo stesso tempo vero, quasi un plasmarsi verso una forma unica. Irene Russo ci stupisce. La sua opera “About me” (olio e pigmento su tela) vista da lontano delinea una città che si specchia sull’acqua. Materico e onirico, risulta luminoso all’occhio di chi osserva: un gioco di linee orizzontali e verticali, il quale trova il suo respiro grazie all’uso dei colori; gioca inoltre con i sensi di chi ama l’arte, invogliando a guardare il quadro a lungo.

Cecilia Matteoli con “Solstizio d’estate” (china, acquerello su carta), al contrario, vuole che il mondo fantastico prenda vita attraverso i suoi disegni: animali, insetti e un unicorno vivono all’interno di linee-spirale tra il macro-micro mondo.

Infine, “Architettura e corpi” di Loiudice (tecnica mista su carta applicata su masonite) oltre ad essere colorato, unisce strutture e corpi, inglobandoli in una simbiosi continuativa: quella tra uomo e ambiente esterno circostante. Lascia quindi una testimonianza di come l’uomo si plasmi ogni giorno con le architetture che vive.

Le sperimentazioni in 3D con carta su cartone pressato e linee di balza su forex ci fanno pensare ai modelli per i progetti-prototipi architettonici (Marta Burrai, Jacopo Mori, Pedro Silvani, Michele Caltabiano).

Il progetto di CTRL + Z: apocalisse segue la collettiva. Una “call” indirizzata agli studenti di architettura e architetti italiani, dunque in collaborazione con Sapienza in Movimento, ha spinto gli studenti a proporre sia disegni, sia pittura, scultura e fotografia. Sarà di nuovo esposta a Villa Ada Incontra il Mondo durante gli eventi estivi.

Abbiamo così ammirato i quadri di Andrea De Sanctis; Simone Galli; Hyperluce; Alessandro Pia; Eleonora Tomassini; Gabriele Savi; Fabrizio Scattaretico; Valerio Ventura e Emiliano Zandri.

Annalisa Civitelli
Foto: Lisa Marziali

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